Nascita a Godbout
Nato il 5 agosto, Napoléon-Alexandre è il tredicesimo dei quattordici figli di Alfred Labrie e Victoria Gagné. È l’unico della famiglia a proseguire gli studi.

Eudiste · Missionnaire · Premier évêque de Baie-Comeau
Una figura eccezionale e difensore dei lavoratori della Côte-Nord.
Nato a Godbout il 5 agosto 1893, monsignor Labrie dedicò la vita alle comunità della Côte-Nord. Missionario tra gli Innu, educatore e fondatore della diocesi di Baie-Comeau, si impegnò per lo sviluppo umano e i diritti dei lavoratori.
«Quest’uomo era un ecologista ante litteram. E un visionario…»— Gilles Vigneault

1893 — 1973
Sacerdote eudista, missionario e vescovo, Napoléon-Alexandre Labrie contribuì a plasmare le istituzioni e la vita collettiva di una vasta regione.
Nato il 5 agosto, Napoléon-Alexandre è il tredicesimo dei quattordici figli di Alfred Labrie e Victoria Gagné. È l’unico della famiglia a proseguire gli studi.

Studia a Godbout, Manicouagan, Pentecôte e al Collegio Sainte-Anne, poi entra tra gli Eudisti nel 1915. Dal 1918 al 1922 prosegue gli studi teologici a Roma.

Entrato nella Congregazione di Gesù e Maria nel 1919, viene ordinato sacerdote a Roma il 15 aprile 1922. Celebra la prima messa a Godbout il 13 agosto, davanti a una comunità giunta dai villaggi della costa.

Presta servizio alle comunità innu e alle famiglie insediate lungo la costa. A Pessamit contribuisce alla costruzione di una scuola elementare e trasforma la vecchia scuola in ospedale.

A capo di un territorio che si estende per oltre 700 miglia lungo la costa, sostiene le comunità e promuove lo sviluppo regionale. Incoraggia, in particolare, le cooperative e l’accesso all’elettricità.

Dopo la fondazione della diocesi nel 1945, trasferisce la sede episcopale a Baie-Comeau. Contribuisce alla fondazione di Hauterive e alla creazione di istituzioni educative e sanitarie, tra cui il primo ospedale regionale aperto a tutti.

Dopo le dimissioni nel 1956, dirige per dieci anni la sezione francese dell’Opera nazionale per la Propagazione della fede.

Ritiratosi a Charlesbourg nel 1967, muore a Québec il 16 maggio 1973. A marzo la Société nationale des Québécois de la Côte-Nord gli aveva conferito il suo primo premio, in riconoscimento del suo impegno per la regione.

Lavoro · Foreste · Giustizia sociale
Monsignor Labrie prese posizione sulle condizioni di lavoro e sul futuro delle risorse della Côte-Nord. Nella sua lettera pastorale sulle foreste ricorda che lo sviluppo deve servire le persone e le comunità, non limitarsi allo sfruttamento delle risorse naturali.
Documentario dedicato a monsignor Labrie e al suo impegno sociale.

Un rapporto significativo
Monsignor Labrie vuole che il governo regolamenti meglio lo sviluppo industriale della diocesi, nell’interesse dei lavoratori. Già nel 1944 chiede a Maurice Duplessis di vietare le «città chiuse» nella Côte-Nord.
Queste località, chiamate anche «città aziendali», sono gestite dalle imprese. Il vescovo teme che favoriscano l’anglicizzazione e l’americanizzazione dei canadesi francofoni. Duplessis risponde raramente alle sue rimostranze, mentre lo zelo con cui monsignor Labrie promuove l’industrializzazione della regione irrita il primo ministro.
Nel 1955 monsignor Labrie si lamenta con Yves Prévost, ministro degli Affari municipali, dell’«inerzia» del governo, che rifiuta di porre fine al sistema delle città chiuse: «Con la testa nascosta nella sabbia, si aspetta il peggio». Prévost inoltra la lettera a Duplessis, che comunica al vescovo il proprio disappunto:
«Devo confessarvi che il tono di una parte della vostra lettera mi ha sorpreso dolorosamente e profondamente rattristato, soprattutto pensando alle straordinarie opere realizzate dall’Union Nationale nella vostra regione».
La lettera di Duplessis elenca le opere del suo governo. Lo scambio segna la rottura tra il vescovo della Côte-Nord e l’Union nationale. Monsignor Labrie accusa il primo ministro di averlo ignorato durante il suo episcopato e di aver rifiutato di incontrarlo per discutere i problemi della regione.116. Promette di non disturbarlo più con lettere o visite, pur riconoscendo ciò che la regione deve al governo.
Duplessis intrattiene rapporti migliori con il suo successore, monsignor Gérard Couturier. Secondo Conrad Black, il persistente rifiuto del primo ministro di ascoltare le richieste di monsignor Labrie avrebbe contribuito ad accelerarne le dimissioni nel 1956. In apparenza Duplessis si dichiara comunque suo «devoto servitore»: fa chiamare «Labrieville» una località in onore del vescovo e si dice orgoglioso del gesto118, senza rendere pubblico il loro dissidio.
Fonte: Alexandre Dumas, «Les évêques mangent dans ma main»: i rapporti tra Chiesa e Stato sotto Maurice Duplessis (1944–1959),Revue d’histoire de l’Amérique française, vol. 69, n. 4, primavera 2016.
Revue d’histoire de l’Amérique française ↗Scuole · Formazione · Accesso al sapere
Monsignor Labrie considera l’istruzione una priorità e sostiene la formazione di ragazzi e ragazze, dalla scuola primaria agli studi superiori.

Istruzione per ragazzi e ragazze
Durante il suo episcopato aumentano le scuole e le scuole magistrali nella Côte-Nord per rispondere alle esigenze dei giovani e delle loro famiglie.
Le Suore della Carità a Havre-Saint-Pierre e le Suore della Santa Croce a Baie-Comeau partecipano a questo impegno educativo.
Istruzione superiore
Monsignor Labrie incoraggia i giovani della Côte-Nord a proseguire gli studi e a trovare il proprio posto nella società. Riassume così questa ambizione:
«Vogliamo che i vostri figli salgano all’altare, discutano di diritto, esercitino la medicina e la chirurgia, costruiscano opere ingegnose, avviino industrie e attività commerciali; vogliamo, insomma, che a testa alta prendano il loro posto al sole. Questo è stato lo scopo di tutta la nostra vita».


Hauterive · 1958–1961
Con l’aiuto di monsignor Bélanger, monsignor Labrie fonda il Collège classique di Hauterive. L’istituto accoglie ragazzi dal 1958 e ragazze dal 1961.
Cure · Istituzioni · Solidarietà
Riunendo le risorse della regione, monsignor Labrie contribuisce alla creazione a Hauterive di un ospedale regionale aperto a tutti. Il racconto di Daniel Le Saunier ricostruisce questa iniziativa e il ruolo di chi l’ha resa possibile.
Fondazione dell’Hôtel-Dieu
Sei Religiose Ospedaliere di San Giuseppe lasciano l’Hôtel-Dieu di Montréal per fondare un nuovo ospedale a Hauterive. Madeleine Morel, una delle prime abitanti della città, ricorda la loro calorosa accoglienza, nonostante la separazione dalla comunità d’origine. Monsignor Labrie vede nel loro arrivo un segno di fiducia e speranza per la giovane città.

1949 · Una soluzione d’emergenza
Il governo tarda a finanziare l’ospedale, sostenendo che Hauterive non è ancora una città. Nel 1949 monsignor Labrie decide di allestire temporaneamente il futuro ospedale nella propria sede episcopale, allora il primo grande edificio della nuova città. La decisione consente alle famiglie di ricevere cure mentre prosegue il progetto dell’Hôtel-Dieu.
Formazione del personale sanitario
Pochi anni dopo l’apertura, l’Hôtel-Dieu celebra le prime undici diplomate della scuola per infermiere ausiliarie. Negli anni Sessanta l’ospedale assiste circa mille nascite all’anno. L’iniziativa di monsignor Labrie aiuta migliaia di persone a stabilirsi nella regione di Manicouagan, sapendo di poter contare su cure essenziali.

Finanziamento · 1954
Per completare l’Hôtel-Dieu, le Religiose Ospedaliere prendono in prestito un milione di dollari. All’apertura del cantiere, nell’agosto 1954, monsignor Labrie depone nella prima pietra medaglie, monete, giornali e reliquie di Jeanne Mance, fondatrice dell’Hôtel-Dieu di Montréal.
Le quattro fotografie di questa sezione sono pubblicate con il permesso delle Religiose Ospedaliere di San Giuseppe.
Memoria e testimonianze
Il documento di Pierre Frenette, della Société historique de la Côte-Nord, ricostruisce la storia del Centre hospitalier régional di Baie-Comeau.
Consulta il documento originale ↗Immagini d’archivio della costruzione della sede vescovile e della posa della prima pietra.
Apri il video su YouTube ↗
Testimonianza · Gilles Vigneault
Nel settembre 1942 Gilles Vigneault lascia Natashquan a bordo delSable Islandper proseguire gli studi classici al seminario di Rimouski. Monsignor Labrie aveva scelto due giovani del villaggio: Patrice Vigneault, figlio del telegrafista, e Gilles, figlio di un pescatore. Il suo aiuto offriva loro la possibilità di studiare senza imporre la scelta del sacerdozio.
Gilles incontra davvero il vescovo solo nel 1947, durante le vacanze di Natale a Baie-Comeau. Scopre un uomo riservato e attento, che lo accoglie come un amico e un padre. Quando gli confida che l’interesse per la vita sacerdotale sta svanendo, monsignor Labrie lo invita a scegliere liberamente il proprio cammino:
«Caro Gilles, faccia davvero ciò che desidera… nel profondo di sé. Ma, per carità, faccia qualcosa!»— Monsignor Labrie, secondo il ricordo di Gilles Vigneault
La testimonianza racconta anche le loro conversazioni sul flauto piccolo, sulla musica e sulla poesia. Monsignor Labrie gli ricorda che il talento va coltivato: «Il talento è un cavallo selvaggio; per domarlo ci vuole tempo». Incoraggia il giovane a scrivere e a proseguire gli studi.
Vigneault ricorda infine un vescovo che metteva il proprio sapere al servizio degli altri e difendeva con lungimiranza i lavoratori e lo sviluppo della Côte-Nord.
Durante le vacanze, Gilles e Patrice servono messa nella piccola cappella allestita nel salotto della casa dove vivono monsignor Labrie e il suo collaboratore, monsignor Bélanger. Condividono i pasti con i loro ospiti e con Délima, che si occupa della cucina e della sacrestia. Vigneault ricorda una grande generosità, offerta senza chiedere nulla in cambio.
Un giorno di tempesta il vescovo gli chiede di mostrargli le sue poesie. Le legge con attenzione, lo incoraggia a continuare e gli parla dell’importanza degli studi. Gli fa conoscere Brahms, gli corregge con cura il francese e lo invita a coltivare la curiosità. Per Vigneault, monsignor Labrie gli aprì così le porte del mondo della scrittura.
«Quest’uomo era un ecologista ante litteram. E un visionario».— Gilles Vigneault
Il testo di Gilles Vigneault è apparso inL’Église de Baie-Comeau, come supplemento aL’Église canadienne, il 3 giugno 1993. È stato letto da Daniel Le Saunier.
Ascolta la testimonianza
Testimonianze e memoria
I racconti di Gilles Vigneault e i ricordi di Jean-Marie Beauchemin fanno luce sulla personalità di monsignor Labrie e sul suo legame con le comunità della Côte-Nord.
Restauri digitali assistiti dall’intelligenza artificiale: alcuni dettagli potrebbero essere stati ricostruiti. I file originali sono conservati.
Oggetti della memoria
Oggetti personali ricordano la carica episcopale e il ministero di monsignor Labrie.
Scritti · Memoria · Sviluppo umano
Estratti della lettera pastorale sulle foreste e delle memorie di monsignor Labrie illustrano la sua visione della Côte-Nord.
Lettera pastorale sulle foreste · 1948
La società, sotto un’autorità che la ordina, è la messa in comune di tutte le capacità fisiche e spirituali di ciascuno, al fine di promuovere il bene comune.
Se oggi ci troviamo di fronte a una popolazione apatica, il cui interesse — persino per le questioni più vitali — si riesce a risvegliare solo con grande fatica, è perché le compagnie l’hanno tenuta troppo a lungo sotto il proprio controllo e ne hanno limitato eccessivamente la libertà, compensando poi con molte comodità. Avendo ricevuto tutto senza difficoltà e senza preoccupazioni, questa popolazione perde interesse per ciò che rende viva l’esistenza: essere artefice della propria felicità e del bene comune.
Lo ripetiamo: se volete prosperità e libertà nell’esercizio della vostra intelligenza e volontà, siate artefici della vostra felicità.
L’industriale fondatore che giudica la propria impresa soltanto dai ricavi annuali dimostra una visione molto limitata. Garantisce la vita dell’industria, ma ne compromette la sopravvivenza perché non la fonda sul capitale umano, che è capitale spirituale e sociale e va costruito con cento anni di anticipo.
Lettera pastorale sulle foreste, riprodotta inMémoires d’un pionnier de la Côte-Nord, testo di Napoléon-Alexandre Labrie trascritto e annotato da Pierre Frenette, Société historique de la Côte-Nord.
Pierre Frenette · Memorie
Monsignor Napoléon-Alexandre Labrie fu protagonista e testimone eccezionale della storia della Côte-Nord, soprattutto della regione di Manicouagan da cui proveniva e alla quale la sua vita rimase strettamente legata.
Nel discorso di ringraziamento per il giubileo d’oro sacerdotale, pronunciato a Québec il 15 aprile 1972, monsignor Labrie esorta gli abitanti della Côte-Nord a chiedere che le materie prime siano trasformate sul posto. Li invita inoltre a coltivare lo spirito di unità e a superare i particolarismi locali.
p. 35 · Mémoires d’un pionnier de la Côte-Nord
Che cosa ha segnato maggiormente la mia vita di vescovo?
Non considero questa fondazione (Hauterive) l’opera della mia vita. Rientra nello scopo fondamentale che avevo da sempre assegnato alla mia vita…
Questo scopo è lo sviluppo culturale e religioso della regione.
Cronaca della diocesi del Golfo di San Lorenzo · 1938–1956
Memorie di monsignor Labrie, 1968.
L’industria è un mezzo di sostentamento e di promozione dell’uomo, nonché di insediamento e colonizzazione di un territorio in una società consapevole e strutturata.
Scritti e archivi
Lettere pastorali, cronache e testimonianze fanno luce sull’opera di monsignor Labrie e sulla storia della diocesi del Golfo di San Lorenzo.
Un invito a riflettere sul futuro delle foreste e delle comunità che ne dipendono.
Consulta il dossier ↗02Estratti del manoscritto e informazioni sulle missioni della Côte-Nord.
Leggi gli archivi ↗03Pubblicazione e documenti sulla fondazione delle istituzioni sanitarie.
Apri la risorsa ↗Film e musica
Film e una canzone arricchiscono il racconto storico e le testimonianze.
Centenario dell’arrivo degli Eudisti
Musica: Luc Perron e Vincent Brauer · Arrangiamenti: Geneviève Simard · Accompagnamento: Violette Simard · Solista: Luc Perron.